Tirocinante: Anna Vasso (Università degli Studi di Salerno, CdS in Scienze dei Beni Culturali)
Tutor: Prof. Emiro Hernán Rodriguez Vargas
Nel corso del tirocinio mi sono occupata della realizzazione di un database dedicato alle donne artiste attive nel corso della Rivoluzione francese.
In particolare, ho approfondito trentatré artiste attive tra la seconda metà del XVIII secolo e il primo periodo rivoluzionario francese, raccogliendo informazioni relative a: nome e cognome (di famiglia e del marito), contesto familiare, date e luoghi di nascita e di morte, ambiti di attività, correnti artiche di riferimento, generi, maestri, periodi di formazione, notizie biografiche e coinvolgimento politico durante il periodo rivoluzionario.
Per ciascuna artista ho inoltre realizzato un catalogo delle opere individuate, distinguendo titolo, data di creazione, supporto, dimensioni, collocazione e corrente artistica di riferimento.
Questa indagine mi ha permesso di approfondire un ambito ancora marginale nella storiografia artistica e di ampliare il quadro geostorico dei processi di politicizzazione culturale delle professioniste delle arti figurative durante l’età delle rivoluzioni e controrivoluzioni.
In base agli obiettivi proposti, ho avuto modo di analizzare il ruolo svolto dalle artiste nelle dinamiche ideologiche e sociali del tempo, con particolare attenzione al contesto francese.
Dalla ricerca emerge, innanzitutto, che circa ventidue artiste erano sposate; questo dato consente di riflettere sul matrimonio come istituzione in grado di rafforzare ed agevolare la posizione sociale dell’artista, inserendola in reti professionali maschili dalle quali altrimenti sarebbe rimasta esclusa. Tuttavia, il matrimonio rappresentava allo stesso tempo un vincolo, poiché poteva rallentare la carriera artistica e indirizzare le artiste verso generi ritenuti accettabili.
Le poche artiste non sposate mostrano una maggiore continuità professionale e una maggiore autonomia.
La ricerca evidenzia inoltre che circa venti artiste si sono dedicate alla ritrattistica, sia per committenze private sia ufficiali, risultando il genere più praticato.
Otto artiste si sono dedicate, oltre ad altri generi, alla pittura di rievocazione storica, un dato rilevante considerando che questo genere era tradizionalmente riservato agli artisti maschi.
Molte artiste risultano polivalenti, operando in diversi ambiti artistici contemporaneamente, come incisione, musica e letteratura.
Circa quindici artiste furono allieve di Jacque-Louis David, maestro più influente dell’intero corpus; seguono Jean-Baptiste Regnault, François-Andé Vincent, Joseph‑Benoît Suvée ed altri, in gran parte appartenenti alla tradizione accademica neoclassica.
Dal punto di vista politico, la maggior parte delle artiste non si è coinvolta direttamente nella Rivoluzione, dimostrando quindi una netta tendenza a mantenere posizioni prudenti; un gruppo ampio risulta invece indirettamente coinvolto attraverso atelier, committenze, esposizioni ai Salon, reti familiari e matrimoniali, dimostrando come le donne abbiano contribuito alla trasformazione politica pur non essendo riconosciute come protagoniste attive.
Solo un’artista, Nanine Vallain, risulta direttamente coinvolta, aderendo alla Commune générale des Arts, organismo rivoluzionario che sostituì l’Académie Royale dopo la sua abolizione, e realizzando “La Liberté”, allegoria femminile della Repubblica.
La Rivoluzione ha avuto effetti diseguali sulle carriere delle artiste; a trarre vantaggio dal contesto rivoluzionario furono soprattutto artiste escluse dall’Academie Royale, dai Salons ufficiali e provenienti da contesti familiari borghesi o artigiani; questo perché la Rivoluzione aveva permesso di creare un sistema espositivo più accessibile. Fortemente penalizzate furono le artiste legate alla corte, protette da aristocratici e considerate parte dell’Ancien Regime.
Dalla ricerca sono emerse inoltre delle significative reti femminili che hanno garantito formazione e sopravvivenza professionale delle artiste donne in un contesto dominato dagli uomini; tra queste ricordiamo il nucleo artistico delle sorelle Lemoine, quello che riguarda le famiglie Gabiou–Chaudet e l’atelier di Marie‑Anne‑Julie Forestier.




