05/05/21-15:30, Travestimenti e culture

Introduzione
Maria Rosaria Pelizzari

Relatori
Laura Guidi, Donne in sembianza di uomo
Mariano Ciarletta, Eroi con sesso diverso: donne valdesi

Il seminario è dedicato al potere delle ‘apparenze’ e al ‘travestimento’ come pratica di differenti culture e contesti storici in cui realtà, forme, immaginario giocano a intrecciarsi mascherando e trasformando di continuo la reale identità di ciascuno/ciascuna di noi. Scavare al di sotto di abiti e maschere è un’operazione di archeologia per ritrovare il senso di una propria identità profonda e di una continuità di sé al di là delle metamorfosi apparenti. Infatti, si potrebbe sostenere, come ricorda Virginia Woolf in Orlando, che sono gli abiti che portano noi e non noi che portiamo gli abiti. Essi modellano il nostro cuore, i nostri cervelli, le nostre lingue a loro piacere.

In tale scenario si colloca la lezione di Laura Guidi (Università di Napoli “Federico II”), storica della società contemporanea in ottica di genere, che indicherà, tra l’altro, come neanche il mondo attuale, caratterizzato da identità molteplici e da continue contaminazioni, appare liberato da condizionamenti e modelli costrittivi. Questi ultimi si nascondono anche nelle culture e nelle pratiche più trasgressive. Se, da un lato, nelle relazioni tra maschile e femminile emerge la persistenza di codificazioni dicotomiche che, dall’età moderna, arrivano fino alla contemporaneità, dall’altro lato, si può individuare, proprio nella pratica del travestimento, un forte contenuto di difformità dalla norma, che introduce e valorizza la possibilità di esperienze altre, di modelli alternativi.

Mariano Ciarletta, dottorando di ricerca in Studi Storici (DIPSUM-UNISA), parlerà di uno specifico caso di studio: le donne valdesi che, a cavallo tra XV e XVII secolo, pur all’interno dei contesti di silenzio e di marginalità a loro riservati, spesso prendevano il posto degli uomini delle loro comunità sia nell’ambito della predicazione che durante le imprese militari. Attraverso significative fonti iconografiche (tratte da Jean Leger) che raffigurano il martirio, a cui numerose di loro furono sottoposte nella primavera del 1655, emergono profili inconsueti di “donne forti come uomini”, “eroi con sesso diverso”. Come venivano percepite le loro vite da uomini, per lo più appartenenti alla chiesa cattolico-romana, detentori e codificatori della memoria scritta trasmessa?

Nella sua introduzione, Maria Rosaria Pelizzari (Dipsum) si soffermerà sulla pratica del travestimento inserito al centro di un discorso che intreccia differenza di genere e ambiti del sapere per cogliere in profondità quella consuetudine, un tempo comune a molte donne per accedere alla scrittura e alla filosofia, di narrare la propria storia nascondendo la loro natura femminile. Tale pratica, allo stesso tempo, consentiva loro di ottenere una rappresentazione di sé e un’identità sessuale diversa da quella esibita dal corpo. In questi scenari si inserisce la disamina del termine ‘virile’, giudizio di ammirazione, con cui erano definite, in un’ampia letteratura tra Otto e Novecento dai Plutarchi femminili ai Medaglioni di Donne illustri quelle vite ‘femminili’ che si erano distinte nella sfera pubblica superando i codici dell’identità di genere.

Il Corso è inserito nell’ambito delGEP/Gender Equality Plandell’Università di Salerno (approvato dal CdA e dal Senato Accademico il 6 e 7 marzo 2019), previsto dal Progetto Horizon 2020 “R&I PEERS”, coordinato da Ornella Malandrino, Direttrice OGEPO.

Di R&I PEERS Project l’Università di Salerno è capofila di un Consorzio di dieci Partner in 8 Paesi (Cipro, Belgio, Grecia, Israele, Italia, Slovenia, Spagna, Tunisi).

Per partecipare al seminario, collegarsi a: https://bit.ly/3r4bfIf
Per uditori e uditrici esterni a UniSa contattare: dsarnelli@unisa.it e maciarletta@unisa.it


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